Rabbit Pie, Terrina di Coniglio in Crosta

Polperro, piccolo villaggio di pescatori sulla costa sud della Cornovaglia: è lì che ho mangiato
la mia prima Rabbit Pie, quasi vent’anni fa. Ed è sempre lì che ho mangiato la
seconda, cioè la sera successiva, sempre al Buccaneer Pub, dove la cameriera,
la seconda sera, ci ha accolti col sorriso più smagliante che io ricordi di
aver visto sul viso di un inglese in tutta la mia vita. Probabilmente nessun
turista si è mai trattenuto a Polperro per più di due giorni. Il paese,
malgrado sia molto  grazioso e pittoresco, è veramente minuscolo, 
popolato più da gabbiani che da cristiani, più ricco di pub che di
attrazioni turistiche. Strano, quindi, rivedere le stesse facce forestiere per
due sere di fila. A noi era piaciuto tutto, l’atmosfera, il cibo e la birra.
Stesso menù per due cene consecutive (cosa stranissima anche per noi, che
proviamo sempre qualcosa di diverso) rabbit pie per me e insalata di granchio
per mio marito e per entrambi la gentilezza di quella ragazza lentigginosa coi capelli rossi.

 

 

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Fusi di Pollo con Castagne e Speck

 
Non è necessario
preparare solo piatti sontuosi, dolci ricercati, pietanze elaborate solo perché
siamo in dicembre e tutti pensano ai cenoni delle feste. Si pranza e si cena
tutti i giorni e ci vuole anche qualche idea semplice e un po’ sfiziosa. Preparare i fusi
di pollo ci consente di dare un tocco originale ad una carne che si cucina
spesso e che rischia, a volte, di diventare noiosa. Basta davvero poco, potete farcire i fusi in anticipo (anche congelarli) e cuocerli all’occorrenza.

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Stelle Ripiene di Coniglio e Nocciole con Salsa di Porri allo Zafferano Abruzzese

 

 

Le stelle natalizie brillano sulle nostre
strade ormai da parecchi giorni. Le luci si accendono sempre prima. E’ così da qualche
anno, subito dopo l’inizio di Novembre i centri commerciali brillano e
scintillano, le cassette della posta si riempiono di volantini di idee regalo,
le vetrine dei negozi diventano scrigni dorati e le strade delle grandi città
si travestono da pittoreschi villaggi incantati. 
Il periodo pre-natalizio ormai
dura due mesi. I nostri cuori iniziano a scaldarsi, sedotti da tanto sfavillare,
ma davvero è questo il Natale che vogliamo? Questo è il Natale che andrebbe scritto
con la lettera minuscola perché le sue luci sono fredde e hanno per unico scopo
predisporre gli animi ad iniziare gli acquisti. Sempre prima. Ci lasciamo
incantare, volentieri, consapevoli che è tutto finto, perchè abbiamo tremendamente
bisogno di favole, di sogni, di poter esprimere un desiderio, di scrivere un’
immaginaria letterina a qualcuno che ci possa sollevare dalle nostre ansie
quotidiane. Abbiamo bisogno di guardare in alto, di vedere la neve che scende a coprire di silenzio i nostri affanni, di bambini che cantino gioiose filastrocche. 
Ma soprattutto abbiamo bisogno di sentirci a casa. 
Io sono una persona coi
piedi per terra. Mi piace il fascino delle feste, ma concentrarlo
nei pochi giorni che le precedono mi sembra un sentimento più sincero e
genuino. Come mangiare le ciliegie a giugno e le castagne a ottobre
 

Il Natale che mi scalda veramente il cuore è racchiuso nella mia famiglia, tra le persone che vivono la gioia di ritrovarsi. Per
questo le stelle che brillano nella mia casa sono gli occhi delle persone a cui
voglio bene, anche di quelle che non ci sono più. 
Le stelle del Natale, però, brilleranno anche nel piatto, perché chi, come me, ama cucinare fa passare attraverso la
cucina tutto il proprio amore. Non è forse a tavola che la famiglia si
riunisce? Nelle piccole e nelle grandi occasioni è nella tradizione della
cucina di casa che recuperiamo le nostre radici. A Natale più che mai, il
rispetto per i piatti della tradizione dimostra un’appartenenza e un legame
profondo e orgoglioso fra le persone che li condividono. Cucinare per le
persone che amiamo è un gesto d’amore di cui non potremmo fare a meno.

 

La tradizione emiliana prevede pasta fresca
ripiena, in una varietà infinita di preparazioni che non è possibile elencare. Ogni
campanile vanta la “ricetta migliore” e naturalmente da me sentirete dire che sono gli anolini al parmigiano l’unico piatto degno del pranzo di Natale.  Ma per quest’anno, invece degli anolini in
brodo che prepariamo di solito e che ho già postato (la ricetta è qui) vi
propongo un piatto che rispetta la tradizione della pasta fresca ma con vedute
più aperte verso la tradizione di altre regioni, che introduce ingredienti
inusuali per il mio territorio ma coi quali la cucina del mio territorio si
incontra in pace (e gusto!) Tutto racchiuso in un raviolo a
forma di stella, what else?

 

Ringrazio quindi Taste Abruzzo – It’s Xmas
time, che mi ha stimolato a creare questa ricetta

 

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Involtini di Pollo con Radicchio Rosso e Uva Bianca

 

Il petto di pollo si presta ad un sacco di interpretazioni, soprattutto
perché è una carne gradita a tutti, purchè la si renda un po’ più appetitosa di
quanto non si presenti naturalmente. Di solito la taglio a cubetti o
listarelle, in modo da mescolarla meglio a salse o verdure per insaporirla bene
e mantenerla tenera. 
Stavolta ho fatto degli involtini, farciti col radicchio
rosso che ha un gusto molto particolare, un amaro che ho preferito stemperare
con un accompagnamento di uva bianca leggermente caramellata. Le foto mi
piacciono molto meno di quanto non abbia gradito il piatto. 

 

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Bocconcini di Pollo e Ananas allo Zenzero

 
 
Per le dosi andiamo un po’ a occhio, diciamo che per 1 petto di pollo
(circa 500 g)
ci vuole metà di un grosso ananas, poi:
1 noce di burro
1 filo d’olio
1 cucchiaino scarso di zenzero in polvere
1 bicchierino di rum

Sale, pepe, peperoncino 

pollananas (9)
 

 

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Insalata di Pollo Invernale

Ho
sentito l’obbligo  di specificare
“invernale” perché l’insalata di pollo è un piatto tipicamente estivo, che
faccio spesso in diverse versioni. Questa ha qualche ingrediente più indicato
quando fa fresco e, siccome non ho usato maionese nel condimento, si può anche
gustare calda o tiepida. 
In questo periodo di feste non è da sottovalutare, poi,
che può costituire un ottimo rimedio per recuperare la carne della gallina
lessata con cui abbiamo fatto il brodo e che nessuno mangia più
.  Se non avete avanzi di gallina farete lessare
un petto di pollo
 

 

 
1 Petto di pollo (circa 500 g)
4/5 fette di speck
1 manciata di gherigli di noce
1 vasetto di verdure sottolio (peperoni grigliati/pomodori secchi)
1 cucchiaino di pesto
Olio extra-vergine
Sale, pepe q.b.
 
Fate
lessare il petto di pollo mettendolo nell’ acqua salata quando bolle, (dovrebbe
cuocere in un’oretta) toglietelo dall’acqua e fatelo raffreddare. Tagliatelo a
striscioline e mettetele in una ciotola. 
 

 

Sgocciolate i peperoni e i pomodori
dall’olio di conservazione e tagliateli a listarelle, rompete grossolanamente i
gherigli e tagliate anche lo speck (che non dovrà essere troppo sottile) a
strisce ed unite tutti gli ingredienti al pollastrello. 
Diluite il cucchiaio di
pesto con un paio di cucchiai d’olio extra-vergine d’oliva e condite l’insalata
di pollo. Regolate di sale e pepe e servite fredda o tiepida.
 

 

 
Ho usato
peperoni e pomodori sottolio perché le verdure in questione adesso non sono di
stagione e poi perché aggiungono sapore così condite, ma potete mettere ciò che
più vi piace (carciofini o funghetti per es.). 
I gherigli possono essere
brillantemente sostituiti da pistacchi o nocciole, oppure, anche se meno
brillantemente, da mandorle o pinoli. 
Se volete dare a quest’insalata una
marcia in più aggiungete una fetta di ananas tagliata a cubetti, avrete un
tocco di freschezza delicato e gustoso. Con questa ricetta partecipo al contest di Cortesie in Cucina “una tavola senza sprechi”

 

La Paella come piace ai miei amici

Se invito
6 persone (+ noi due) questi gli ingredienti in ordine di apparizione:
 
2 peperoni
(1 rosso e 1 giallo)
Olio extra-vergine
400 g di
frutti di mare (x es. cozze e gamberi, anche surgelati)
700 g di carne
mista (a scelta, mista fra pollo, coniglio, maiale, salsiccia)
2 spicchi
d’aglio
Paprika
dolce, peperoncino in polvere, zafferano, pepe, prezzemolo

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Paella Valenciana

E’ la più famosa, ma
se non siete stati a Valencia probabilmente non potete dire di aver assaggiato
la verdadera paella valenciana.  Lo dico perché ho trovato un sacco di ricette
che si definiscono “Paella Valenciana” ma che poi non rispettano esattamente
gli ingredienti o la preparazione di questo piatto come lo avevo mangiato a
Valencia. Ovviamente non occorre che sia una Valenciana genuina per essere
buona. 
Senza la presunzione che sia questa l’unica vera paella possibile
(ognuno è infatti libero di costruirsela a modo proprio con gli ingredienti che
preferisce) voglio darvi la ricetta autentica di questo piatto squisito
La ricetta
può sembrare lunga e difficile ma in realtà richiede solo un minimo di
attenzione e il rispetto delle procedure (magari leggete anche l’introduzione
alla Paella che ho postato ieri).

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Tacchino con Porri e Zafferano

600 g di fesa di tacchino a
fette
1 porro (2 se sono piccoli)
1 bustina di zafferano
100 g di panna
Sale, pepe, olio extra-vergine
 
 

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Petto di Pollo con Funghi e Bambù

E’ un piatto curioso e gustoso, che suona esotico ma rientra tranquillamente nei “gusti occidentali” 
Per circa 6 persone
 
1 petto di pollo (circa
700 g)

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